3. Sta succedendo proprio ora nel tuo giardino: i divanetti outdoor stanno assorbendo calore e scaricandolo dentro casa tua senza che tu lo sappia

Quando si pensa agli arredi da giardino, l’attenzione si concentra quasi sempre su estetica, comfort e resistenza alle intemperie. Pochi però si soffermano su un aspetto meno evidente ma altrettanto rilevante: l’influenza che questi elementi possono avere sul bilancio termico dell’abitazione. I divanetti da esterno, con la loro presenza apparentemente innocua, nascondono dinamiche interessanti legate alla gestione del calore, specialmente durante i mesi più caldi dell’anno.

Non si tratta di un dettaglio trascurabile. Quando questi arredi vengono posizionati senza una riflessione accurata sulle condizioni di esposizione solare, possono contribuire in modo significativo all’accumulo di calore nelle immediate vicinanze dell’edificio. Il fenomeno diventa particolarmente evidente nelle abitazioni con ampie superfici vetrate, dove la continuità termica tra esterno e interno risulta più marcata. La questione assume contorni ancora più definiti se si considerano i materiali con cui questi complementi vengono realizzati: strutture metalliche, rivestimenti scuri, cuscini con imbottiture poco traspiranti concorrono a determinare la capacità dell’arredo di assorbire, trattenere e rilasciare calore.

Come il calore si accumula negli arredi esterni

Per comprendere appieno il fenomeno, occorre partire dai principi fondamentali della trasmissione termica. Quando la radiazione solare colpisce una superficie, questa assorbe una quantità di energia che dipende da diversi fattori: colore, materiale, finitura superficiale, angolo di incidenza dei raggi. Un tessuto scuro assorbe una percentuale molto elevata della radiazione incidente, mentre una superficie chiara tende a rifletterne una parte consistente.

Una volta assorbito, il calore non scompare: viene immagazzinato nella massa del materiale, aumentandone la temperatura superficiale. Durante le ore centrali di una giornata estiva, un divano lasciato al sole per diverse ore consecutive può arrivare a temperature superficiali che raggiungono 50-60 gradi centigradi, rendendo l’arredo praticamente inutilizzabile fino al calare del sole.

Ma il problema non si ferma al disagio immediato. Il calore accumulato viene progressivamente rilasciato nell’ambiente circostante attraverso tre meccanismi principali: conduzione, convezione e irraggiamento. La conduzione trasferisce il calore per contatto diretto con altre superfici. La convezione lo disperde nell’aria circostante, che si scalda e tende a muoversi verso l’alto. L’irraggiamento emette energia termica sotto forma di onde elettromagnetiche che possono attraversare l’aria e colpire superfici vicine, incluse le pareti e le finestre dell’abitazione.

Quando questi arredi si trovano in prossimità di superfici vetrate, l’energia richiesta per climatizzare gli ambienti interni può crescere in maniera apprezzabile durante i mesi più caldi. Il vetro diventa un veicolo efficace per la trasmissione del calore verso l’interno, creando un circolo vizioso: il calore che entra nell’abitazione richiede un maggiore utilizzo dei sistemi di climatizzazione, con conseguente aumento dei consumi energetici.

Materiali intelligenti e ombreggiatura strategica

Affrontare efficacemente la questione significa innanzitutto selezionare con cura i materiali di cui sono composti i divanetti da esterno. I tessuti chiari, in particolare quelli con finiture trattate per riflettere la radiazione ultravioletta, riducono sensibilmente la quantità di energia assorbita. La differenza tra un telo bianco o beige e uno scuro può essere impressionante: il primo riflette una percentuale molto elevata dei raggi solari, il secondo tende a trattenerli quasi completamente.

I materiali acrilici trattati UV rappresentano una soluzione particolarmente efficace, così come il textilene, una fibra sintetica intrecciata largamente utilizzata negli arredi outdoor di qualità. Per quanto riguarda la struttura portante, il rattan sintetico di fascia alta presenta caratteristiche molto interessanti dal punto di vista termico: è spesso realizzato con profili cavi che interrompono la trasmissione diretta del calore creando una sorta di barriera isolante.

I cuscini e le imbottiture meritano un’attenzione particolare. Le soluzioni più performanti prevedono l’utilizzo di espansi drenanti abbinati a rivestimenti in tessuto tecnico traspirante. Questa combinazione favorisce la circolazione dell’aria e mantiene temperature superficiali più contenute, rendendo l’esperienza d’uso decisamente più confortevole.

Quando la scelta dei materiali non è sufficiente, la creazione di zone ombreggiate rappresenta la strategia più efficace. I pergolati rappresentano una soluzione strutturale di grande valore: forniscono un’ombreggiatura stabile che protegge gli arredi sottostanti e crea una zona di transizione tra esterno e interno. Le tende da sole motorizzate con sensori rappresentano un’alternativa tecnologicamente avanzata, aprendo e chiudendosi automaticamente in base all’intensità della radiazione solare.

Le schermature vegetali meritano una menzione particolare per la loro capacità di coniugare funzionalità ed estetica. Piante rampicanti come il gelsomino, la vite canadese o la bouganville, fatte crescere su grigliati o pergolati, creano una copertura naturale che filtra i raggi solari. Attraverso il processo di evapotraspirazione, rilasciano nell’aria vapore acqueo che contribuisce ad abbassare la temperatura percepita. Secondo ricerche specializzate, l’ombreggiatura riduce carico termico in modo significativo, con benefici evidenti sia per il comfort outdoor sia per il carico termico degli ambienti interni.

Benefici economici e sostenibilità

Valutare l’efficacia di questi interventi richiede una prospettiva che vada oltre il comfort immediato. Durante i mesi estivi, ogni contributo alla riduzione del carico termico si traduce in minori consumi elettrici. Un’ombreggiatura efficace permette al condizionatore di lavorare meno intensamente, con un risparmio energetico che si riflette direttamente sulla bolletta.

I benefici si estendono anche alla durata degli stessi sistemi di climatizzazione. Un impianto che non è costretto a lavorare al massimo della potenza subisce minore usura e ha una vita utile più lunga. La protezione degli arredi stessi costituisce un ulteriore elemento di risparmio: una corretta ombreggiatura prolunga notevolmente la vita di questi elementi, riducendo la necessità di sostituzioni premature.

Dal punto di vista ambientale, ridurre i consumi energetici per la climatizzazione significa diminuire l’impatto complessivo dell’abitazione. Ogni kilowattora non consumato rappresenta minori emissioni, un contributo concreto alla sostenibilità che parte da scelte apparentemente modeste ma cumulativamente significative. La stagionalità offre opportunità interessanti: durante l’inverno le schermature retrattili possono essere aperte per permettere alla radiazione solare di contribuire al riscaldamento passivo, mentre d’estate vengono chiuse per proteggere dal calore eccessivo.

Ripensare i divanetti da esterno in chiave termica e funzionale non significa rinunciare all’estetica o al piacere di vivere gli spazi all’aperto. Al contrario, significa creare un equilibrio virtuoso dove la fruibilità dei luoghi aumenta sensibilmente, i cuscini rimangono freschi e confortevoli nelle ore più calde, e l’investimento negli arredi viene preservato nel tempo. È una visione integrata dello spazio abitativo che riconosce le reciproche influenze tra dentro e fuori, gestendole strategicamente per il benessere complessivo.

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