La zuppa di miso con tofu e alghe wakame è molto più di un semplice piatto della tradizione giapponese. Negli ultimi anni la comunità scientifica ha iniziato a studiare con grande interesse il legame tra alimentazione e benessere mentale, e questo piatto racchiude diversi elementi che potrebbero sostenere l’umore attraverso meccanismi nutrizionali specifici. Ma cosa rende questa zuppa così speciale dal punto di vista del rapporto tra cibo e serotonina?
Perché l’intestino conta tanto per il nostro umore
Può sembrare strano, ma circa il 90-95% della serotonina totale del nostro organismo non si trova nel cervello, ma nell’intestino, soprattutto nelle cellule enteroendocrine del tratto gastrointestinale. La serotonina è quel neurotrasmettitore che tutti associamo al buonumore, e scoprire che il nostro intestino ne produce così tanta apre prospettive affascinanti.
Il miso, l’ingrediente principale di questa zuppa, è un alimento fermentato a base di soia che, quando non viene pastorizzato, contiene microrganismi vivi come specie del genere Lactobacillus e Tetragenococcus. Questi batteri benefici potrebbero contribuire alla salute del microbiota intestinale, anche se l’effetto clinico specifico sulla riduzione dell’ansia o della tristezza non è ancora stato dimostrato in studi controllati sull’uomo.
Dietisti e nutrizionisti concordano però sul fatto che l’asse intestino-cervello giochi un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore, come richiamato dalla Società Italiana di Nutrizione Umana e dalla Società Italiana di Psichiatria in documenti e review su dieta e salute mentale.
Il magnesio e le vitamine B: piccoli nutrienti con grandi funzioni
Il magnesio è coinvolto in oltre 300 reazioni enzimatiche nel nostro corpo, molte delle quali legate alla trasmissione neuromuscolare e alla risposta allo stress. Alcuni studi osservazionali hanno associato bassi livelli di magnesio a un maggior rischio di sintomi depressivi e ansiosi. Le alghe wakame e alcuni tipi di miso contribuiscono all’apporto di questo minerale, anche se il contenuto esatto dipende dalla quantità e dalla marca utilizzata.
Anche le vitamine del gruppo B meritano attenzione: la vitamina B6, i folati e la B12 sono cofattori chiave nel metabolismo degli aminoacidi e dei neurotrasmettitori. La B6 in particolare aiuta a convertire il triptofano in serotonina. Carenze di queste vitamine sono state collegate a disturbi dell’umore in numerosi studi, e questo piatto può contribuire alla loro assunzione quotidiana, seppure non possa sostituire trattamenti medici quando necessari.
Tofu e triptofano: il mattone della serotonina
Il tofu è una fonte eccellente di proteine vegetali complete, con tutti gli aminoacidi essenziali incluso il triptofano. Parliamo di circa 250-300 mg di triptofano per 100 grammi di tofu, una quantità interessante considerando che questo aminoacido è il precursore della serotonina.
Attenzione però: il passaggio dalla dieta alla sintesi cerebrale di serotonina è regolato da numerosi fattori, tra cui la competizione con altri aminoacidi neutri e il trasporto attraverso la barriera emato-encefalica. Un pasto che combini carboidrati complessi, come cereali integrali serviti insieme alla zuppa, e proteine vegetali può creare condizioni favorevoli al trasporto del triptofano verso il cervello. I carboidrati infatti modificano il rapporto tra triptofano e altri aminoacidi neutri nel sangue, facilitandone il passaggio cerebrale.

Le alghe wakame e il loro tesoro minerale
Le alghe wakame sono una fonte rilevante di iodio e di altri minerali traccia, tra cui calcio, magnesio e ferro. Lo iodio è essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei T3 e T4, e la relazione tra funzione tiroidea e umore è ben documentata, soprattutto nei casi di ipotiroidismo o ipertiroidismo.
Le alghe brune come wakame contengono anche fucoxantina, un carotenoide marino a cui sono state attribuite proprietà antiossidanti e potenzialmente antinfiammatorie, sebbene la maggior parte dei dati provenga da modelli animali o cellulari.
Come preparare la zuppa nel modo migliore
La preparazione corretta può aiutare a preservare le caratteristiche nutrizionali del piatto:
- Aggiungere il miso solo a fine cottura, quando il brodo si è leggermente raffreddato sotto i 60-70 gradi, aiuta a preservare una quota maggiore di microrganismi vivi ed enzimi
- Scegliere miso non pastorizzato, reperibile nei negozi biologici o specializzati, aumenta la probabilità di assumere microrganismi vivi
- Reidratare le alghe wakame separatamente è utile per controllarne consistenza e quantità, riducendo un eventuale apporto eccessivo di iodio
Attenzioni e controindicazioni da tenere presenti
Un consumo regolare, ad esempio alcune volte a settimana, può contribuire all’apporto di nutrienti utili. Tuttavia chi soffre di disturbi tiroidei dovrebbe consultare un professionista prima di consumare alghe con regolarità, perché un apporto eccessivo o molto variabile di iodio può interferire con la funzione tiroidea.
Per chi ha ipertensione o deve limitare il sodio, è importante considerare che il miso contiene circa 500-700 mg o più di sodio per cucchiaio, a seconda del tipo. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano di mantenere l’introito di sodio al di sotto di 2 grammi al giorno, quindi è opportuno utilizzare versioni a ridotto contenuto di sodio o moderare le quantità.
La zuppa di miso con tofu può rappresentare un pasto serale leggero e nutriente, contenente triptofano e carboidrati complessi se abbinata a cereali integrali come riso integrale, quinoa o orzo. Questa combinazione è coerente con le linee guida internazionali sul controllo glicemico e può favorire un rilascio di energia più stabile rispetto a pasti molto ricchi di zuccheri semplici o grassi saturi, aiutando a prevenire quei cali di energia che spesso accompagnano le giornate più intense.
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